diritti e sociale 

“C’è da Fare” dona oltre 70mila euro al Gaslini e porta la salute mentale degli adolescenti in tutta la Liguria

Presentato al Politeama Genovese il progetto della non profit fondata da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, realizzato insieme all’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini e alla Fondazione Gaslininsieme: con la donazione di oltre 70mila euro si potenziano psicologi e neuropsichiatri anche nelle pediatrie di Imperia, Savona e Lavagna grazie al modello del Gaslini Diffuso. A sostenere l’iniziativa anche lo spettacolo “C’è da Ridere”

Genova scommette sulla salute mentale dei più giovani e lo fa con una donazione concreta. Questa mattina, al Teatro Politeama Genovese, l’associazione C’è da Fare ETS ha consegnato all’Istituto Gaslini un assegno da oltre 70mila euro per avviare “C’è da Fare in Liguria”, un progetto pensato per portare assistenza psicologica e neuropsichiatrica agli adolescenti non solo a Genova ma anche nelle aree più periferiche della regione. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra la non profit fondata da Paolo Kessisoglu e Silvia Rocchi, l’Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini e la Fondazione Gaslininsieme, e si innesta nel sistema del Gaslini Diffuso, che collega l’ospedale alle pediatrie di Imperia, Savona e Lavagna.

L’obiettivo è chiaro: intercettare prima il disagio – ansia, depressione, ritiro sociale, autolesionismo – e offrire percorsi di cura anche dove oggi l’accesso agli specialisti è più complicato. I fondi serviranno a potenziare le équipe che seguono i ragazzi nei reparti pediatrici territoriali, ad aumentare le consulenze e ad attivare percorsi terapeutici di durata annuale per i casi più fragili, con il coinvolgimento delle famiglie.

Il progetto sarà alimentato anche dal ricavato dello spettacolo “C’è da Ridere”, ideato dallo stesso Kessisoglu e in scena il 3 novembre al Politeama: una tournée che trasforma le risate in risorse per la cura. L’idea di fondo è la stessa che aveva fatto nascere l’associazione: mettere insieme mondo dello spettacolo, sanità d’eccellenza e territorio per dare ai ragazzi liguri un accesso più rapido e vicino alla salute mentale, senza lasciare indietro chi vive fuori dai grandi centri.


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